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mercoledì 1 febbraio 2012

Ballerine: il nuovo e il vecchio reinventato

E mi ricapita... vado a comprare delle scarpe nuove, torno a casa e devo trovare dello spazio. Inevitabilmente ci passano scarpe più o meno vecchie che non uso più o che uso pochino rispetto alle altre.
E vai di santa pazienza a decidere quale paio fare fuori questa volta.
Il destino sembrava aver voltato le spalle alle ballerine Sanrio: come faccio a 29 anni a mettere delle ballerine con il faccione di Hello Kitty bianco gigante in punta? (vedi foto) Non è proprio possibile.
Quindi con dispiacere le metto da parte e lascio il posto alle nuove ballerine, nere, sobrissime, con fibbietta in punta (va bene c'è anche un piccolo volant, ma è tutto nero, che sarà mai!).
Pagate tra l'altro molto poco, solo 14 euro (contro i 50 euro delle ballerine Sanrio). Convenienti, carine, sobrie.

Prima di buttare le vecchie ho voluto però fare un'operazione chirurgica per vedere se riuscivo ad asportare finalmente la facciona del simpatico personaggio Sanrio. Tanto l'alternativa era regalarle o buttarle. Niente da perdere anche se si rovinano.
Ambiente asettico e sterilizzato, mascherina, guantini in lattice... Infermiera mi passi le forbicine... biiip... biiip... zac...zaczac.... sssssstraaaapp!!!!
Operazione riuscitaaaaa! Il paziente è salvo, e soprattutto molto più bello!
Non posso dire che siano sobrie, visto il colore (verde mela) e i ghirigori molto estivi, però ora non mi vergogno più e posso metterle (appena arriva la primavera) senza sentire lamentarsi il mio fidanzato: "ma santo cielo non hai due anni! sembri una bambina! sono orribili!"
Tesoro, questo post è anche per te!









venerdì 26 agosto 2011

SCARPE VECCHIE: dismissed!

Avete presente quando guardate il vostro armadio e capite che c'è qualcosa che non va?
Iniziate a notare che ci sono un sacco di scatole di cui non conoscete il contenuto.
Idem per i cassetti e la scarpiera: c'è solo un grande caos. E ci mettete 10 minuti solo per capire "dove sono quei sandali che ho comprato l'anno scorso a fine estate e non ho messo quasi mai".

Beh, è quello che mi è successo qualche giorno fa.
Non è stata una semplice voglia di riordinare la camera, mi sono spinta oltre e ho avuto il coraggio di mettere le mani in tutti i "luoghi oscuri" dell'armadio.
Cos'è venuto fuori? Che una marea di scatole erano semplicemente vuote! E che ben 5 paia di scarpe erano perfettamente superflue e inutili, oltre che inutilizzate.

A volte bisogna rimboccarsi le maniche e fare questi bei lavoretti di pulizia armadio, altrimenti le nuove scarpe che compriamo poi dove le mettiamo?!

Così ho deciso di dedicare questo post alle scarpe che sto per dare via, liberando spazio in casa mia e magari dando un sorriso a chi se le prenderà (porto tutto in una comunità religiosa che si occupa di smaltire vestiti e altro per i bisognosi). Sembra un pensiero troppo buonista e zuccheroso, ma sino a qualche tempo fa non sopportavo l'idea che qualcun'altro mettesse le cose usate da me, e quindi buttavo tutto. Chiamiamolo "attaccamento incondizionato agli oggetti". Ora le cose sono cambiate.
Quiiiiiindi: ecco a voi le mie dismissed shoes!

Click per ingrandire

Nella foto, a partire da destra:

1 - gli stivali bassi alla caviglia, grigi scamosciati. Li ho usati pochissimo ma ero totalmente innamorata della trama con piccoli cuori e fiocchetto laterale. In Germania ne ho comprato un paio marrone, che prenderanno il loro posto (erano un acquisto cinesino, quindi poco male, pagati pochissimo).

2 e 4 - le scarpe sportive Gola. Anni fa mi innamorai di questa marca, e fui tra le prime persone a comprare un paio di scarpe Gola. Alla fine, nel giro di un anno ne ho comprato ben 3 paia. E sono state tutte comodissime. Queste 2 paia le do via perché sono abbastanza rovinate. Le bianche forse sono recuperabili, perché rovinate solo esternamente, ma le verdi hanno passato guerre, carestie e viaggi intercontinentali, quindi si meritano il riposo eterno !

3 - ho sempre odiato queste scarpe. Le comprai anni fa, un giorno in cui dovevo fare la promoter in un centro commerciale ed ebbi la geniale idea di mettere delle decolleté nere con tacco a spillo. Ok, erano le uniche scarpe nere eleganti che avevo...però non sono stata esattamente un genio!
A metà giornata mi resi conto che non potevo resistere oltre ed entrai in un negozietto a chiedere delle ballerine nere. Ma della mia misura avevano solo queste stupide scarpine con un tacco minimal e il fiocchetto odioso finissimo in punta: uno schifo, parliamoci chiaro. Sono le classiche "scarpe da catechista" (con tutto il rispetto, le mie 2 catechiste si vestivano così, non voglio generalizzare).
Non le ho messe MAI PIU'. Solo quel giorno. Sono nuove di zecca!

5 - le famose ballerine di playboy (vedi questo post). Ebbene si, lo ammetto: non ho ancora avuto il coraggio di buttarle. Le ho tenute nell'armadio anche dopo averle fotografate e aver pubblicato il post! Cimelio di una terra lontana, amore e affetto, sooooob !

Capisco che non sia un post di grande utilità, ma volevo rendervi partecipi dei cambiamenti dentro il mio armadio !

lunedì 2 maggio 2011

PLAYBOY - ballerine 2007

Lunga vita alle mie ballerine Playboy. Loro sono state e saranno sempre LE ballerine per eccellenza, per me.
Acquistate nel lontano marzo 2007 a Taipei (mi trovavo lì per uno stage), sono state le mie compagne fedeli e con loro ho girato il mondo, nel vero senso della parola!
Le vedete stanche e rovinate, alla fine della loro vita, ma ancora intatte, con il loro bel nastrino in raso rosa, il coniglietto in punta vicino ai brillantini, e la suola nera e fucsia con dei piccoli cuori.
Le ho usate davvero tantissimo. E già dall'anno scorso non ritenevo possibile usarle, visto come sono ridotte. Poverine...
Ma non troverò mai più un paio di ballerine così.
Così comode.
Così belle.
Così spiritose.
In effetti ci sono estremamente affezionata anche per la situazione in cui mi trovavo quando le ho comprate. Ero sola, indipendente, e dall'altra parte del mondo. Tutto ciò che ho acquistato lì, non riesco ancora a buttarlo: scontrini, ricevute, card per i mezzi pubblici, carte di chewingum. Ho una scatola dove tengo tutto. Però prima o poi dovrò iniziare a staccarmi da quelle cose, cercando di capire che non necessariamente mi staccherò anche dai ricordi e dalle persone che ho lasciato in quella città, che sento tutt'ora e che, sono certa, rivedrò un giorno.




giovedì 21 aprile 2011

PATRIZIA RIGOTTI - scarpe nuove - ballerine e zeppe

Cosa non si fa in pausa pranzo... ci si fotografa persino i piedi!!

La scorsa settimana sono andata alla ricerca disperata di un paio di scarpe chiuse, CHIUSE, CHI-U-SE davanti...
Tutti i negozi della città hanno milioni di scarpe aperte in punta. Anche con quelle fessurine minuscole che sembrano bocche anziché aperture da punta di scarpa.
Posso capire l'estate e il mio odio per questa stagione, ma se voglio scoprire i piedi mi metto le infradito o i sandali. Ma che senso ha fare delle scarpe totalmente chiuse ma con un buchetto in punta?!
Non odiatemi, de gustibus sempre e comunque. Peraltro, quando le vedo indossate da altre ragazze mi piacciono. Magari è solo una mia fissazione!

Comunque, quello che cercavo io era una scarpa con zeppa, di colore chiaro, magari con cinturino alla caviglia, e con la punta rigorosamente chiusa. Aperta in qualsiasi altro punto (anche nella suola!), ma non davanti!

Gira che ti rigira, ho trovato un piccolo outlet con delle bellissime ballerine (ci risiamo: esci per cercare jeans e compri magliette...). Sono entrata per provarle e cosa vedo sopra un cubo in bella mostra? Scarpe chiuse, in tela, con la zeppa! Bianche tra l'altro! Fantastiche! Le provo e... non rendevano. Mancava qualcosa. Allora la commessa ha iniziato a tirare fuori milioni di modelli diversi. Magari anche più comodi, ma il mio cuore già batteva per le prime che ho provato.
Quindi le ho prese nella versione blu, con zeppa bianca, che fa tanto "marine style"!

Inutile dire che ho comprato anche le ballerine!
Inizialmente avrei preso quelle color panna, ma ho cambiato idea anche con queste: le altre facevano effetto torta nuziale. Queste sono più portabili secondo me.

Entrambe PATRIZIA RIGOTTI.